[mi parlo addosso] Un nuovo anno.

Sono tornata.
Ho trovato il condominio senza impalcature, i gatti in cerca di affetto, la casa bisognosa di aspirapolvere, gli amici affamati di aneddoti.
E, in fondo alla valigia, il solito desiderio di fuga.

Lei sostiene che non sapro’ mai accontentarmi, in nulla. Che non mi e’ possibile abbassare le aspettative e per questo dovro’ sempre fare i conti con l’inadeguatezza altrui.
Dovrei cambiare. Vorrei davvero non liquidare le vite con uno sguardo e due parole. Perche’ so qual e’ la deriva che mi aspetta.
Mi chiedo quale sia l’origine. Ho sempre aspettato? Concedo piu’ tempo di quanto dovrei. Poi chiudo le porte e ignoro le soluzioni.
Tra meno di due mesi compio gli anni, ancora. E’ tempo di bilanci, con voci tremendamente attive e altre profondamente passive. Impossibile credere che la media sia significativa.
Ricomincio, sbatto la testa, esco dal gioco, compro un cannocchiale o forse un caleidoscopio.

1 comment to [mi parlo addosso] Un nuovo anno.

  1. Brain
    February 1st, 2010 at 9:31 am

    Più che abbassare le aspettative, ancorarsi un pò di più alla realtà :) A volte riesce anche a non deludere, se sappiamo osservarla con gli occhi giusti :)

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